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Attualità

APE: accordo tra Governo e Sindacati

  • 29 settembre 2016

Anticipare la pensione? Le basi per un primo approccio sperimentale ci sono.

Circa 600 milioni dei 6 miliardi di euro (in tre anni) stanziati dal Governo per la riforma delle pensioni, infatti, sono destinati a finanziare l’APE, la nuova opzione studiata per anticipare la pensione.

L’anticipo pensionistico, da qui l’acronimo “APE”, è un’opportunità pensata per coloro a cui mancano al massimo 3 anni e 7 mesi per maturare il requisito per la pensione di vecchiaia e che hanno versato almeno 20 anni di contributi.

Le prime basi dell’accordo

In questa prima fase sperimentale, la platea complessiva è di circa 350 mila lavoratori; l’APE potrà essere richiesta dai lavoratori dipendenti (del settore privato e pubblico) e autonomi, nati tra il 1952 e il 1954.

L’APE sarà erogata, su base volontaria, a seguito di un prestito bancario che il lavoratore è chiamato a restituire (con gli interessi) con una decurtazione dell’assegno erogato dall’INPS. Le prime stime, da verificare, indicano che il costo legato al finanziamento bancario, unito a quello per la stipula di un’assicurazione “caso morte”, possa erodere il 20% del valore della pensione percepita una volta raggiunti i requisiti di legge.

Per chi, invece, è iscritto alla previdenza complementare, è al vaglio anche un’altra ipotesi: la RITA (la rendita integrativa temporanea anticipata). Secondo quanto trapelato, questa opzione permetterebbe di anticipare la pensione senza attivare un finanziamento, ma utilizzando il risparmio maturato nel fondo pensione. Si eviterebbe, così, di sostenere quei costi aggiuntivi previsti per l’APE.

APE: tipologie e agevolazioni

1. APE VOLONTARIA
Con meno di 3 anni e 7 mesi all’età necessaria per la pensione di vecchiaia, il lavoratore potrà chiedere di anticipare l’uscita, tramite un prestito bancario (da restituire in 20 anni) e stipulando un’assicurazione per il rischio morte. Le criticità maggiori, in questo caso, sono rappresentate dagli oneri.

2. APE AZIENDALE
È pensata per permettere alle aziende di ristrutturare la forza lavoro. In particolare, l’azienda partecipa finanziando il 40% dell’operazione, mentre rimane a carico del lavoratore la quota di restituzione del prestito. In questo caso, l’erosione stimata del proprio assegno pensionistico si attesta a circa il 6%. Rimangono ancora da chiarire le modalità di copertura dei costi da parte dell’azienda.

3. APE SOCIAL
Questa formula dell’APE è dedicata alle categorie di lavoratori cosiddette “svantaggiate”, come i disoccupati e i lavoratori dei settori “usuranti” (operai edili, macchinisti, infermieri..), e chi possiede dei requisiti soggettivi, come un’invalidità o la presenza di disabili in casa. In questo caso, il costo dell’anticipo pensionistico è annullato, tutto o in parte, tramite bonus e agevolazioni fiscali. La soglia di reddito per rientrare in questa categoria oscilla tra i 1.200 e i 1.650 euro lordi mensili; su questo le Parti sono ancora al lavoro per giungere ad un accordo.

Anticipo pensionistico: alcune riflessioni

Decidere quando accedere alla pensione è una scelta decisiva, perché condiziona la fase più delicata della vita. L’APE rappresenta un primo passo verso la “flessibilità in uscita”; è un’opportunità che il lavoratore potrà valutare rispetto anche ad altre opzioni come il part-time agevolato o, in prospettiva, la Rendita Integrativa Anticipata Temporanea (RITA).

Il lavoratore si troverà nella condizione di valutare se uscire anzitempo dal mondo del lavoro in modo definitivo (utilizzando l’APE o la RITA), oppure optare per un’uscita più graduale (con il part-time agevolato).

È opportuno ponderare con attenzione le opportunità e progettare correttamente il percorso per raggiungere l’obiettivo desiderato. Recati al Punto Arancione più vicino a te e inizia la tu