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Pensioni

APE volontaria: dettagli e fiscalità

  • 21 dicembre 2016

L’Anticipo pensionistico (APE) si articola in tre diverse tipologie: Ape sociale gratuita, Ape aziendale e Ape volontaria.

Oggi ci concentriamo sulla terza ipotesi, l’Ape volontaria, che consente al lavoratore di voglia anticipare il pensionamento rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia, minimo di 6 mesi e massimo di 3 anni 7 mesi.

I requisiti per ottenerla sono:

  • almeno 20 anni di contributi;
  • un’età che va dai 63 ai 66 anni 1 mese;
  • l’importo della pensione erogata al momento del pensionamento, ridotta delle quote di restituzione dell’APE, non dovrà essere inferiore a 700 euro al mese.

 

Come richiederla

L’iter per procedere alla richiesta è così articolato:

  1. II lavoratore chiede all’Inps la certificazione del proprio diritto all’APE;
  2. l’Inps certifica il diritto e il soggetto indica la durata dell’APE;
  3. il lavoratore sceglie la banca e la società di assicurazione cui rivolgersi (tra quelle indicate dall’Inps in un apposito elenco);
  4. a questo si procede con la domanda di prestito e nello stesso tempo la domanda della futura pensione;
  5. la banca stipula il contratto di prestito;
  6. l’Inps inizia a pagare l’Ape entro 30 giorni.

 

Pagamento e restituzione: come funzionano

La prestazione erogata (pagata in 12 mensilità, senza tredicesima) è esente Irpef, il che significa che, se è l’unica fonte di reddito, non verrà applicata alcuna tassazione.

Una volta raggiunti i requisiti per la pensione, inizierà la restituzione del prestito (in 12 rate mensili); si stima che la rata di ammortamento peserà mediamente il 4,6% del valore netto del prestito per ogni anno di anticipo ottenuto. Una parte dell’onere sarà comunque recuperata dal pensionato, per effetto di una detrazione di imposta Irpef che sarà istituita dal Governo.

L’avvio dell’APE (e relativo prestito bancario) potrà essere richiesto tra maggio 2017 – dicembre 2018; l’importo della prestazione stessa dovrà comunque rispettare una misura minima e una massima, soglie individuate da un prossimo decreto interministeriale.

 

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