La pensione anticipata

La Pensione Anticipata è il trattamento pensionistico a cui si può accedere una volta raggiunti gli anni di contribuzione previsti dalla normativa, indipendentemente dall’età anagrafica del beneficiario. Dal 2012, ha sostituito la pensione di anzianità.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 è possibile conseguire la pensione anticipata, indipendentemente dall’età anagrafica, qualora sia maturata un’anzianità contributiva pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne.

Il requisito contributivo è inoltre soggetto agli adeguamenti alla speranza di vita di cui all’articolo 12, comma 12 bis del DL 78/2010 convertito con legge 122/2010.

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Il requisito contributivo è inoltre soggetto agli adeguamenti alla speranza di vita di cui all’articolo 12, comma 12 bis del DL 78/2010 convertito con legge 122/2010.

 

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La penalizzazione

A decorrere dal 1° gennaio 2012 i lavoratori che erano nel sistema retributivo o misto al 31 Dicembre 2011, che decidessero di percepisce prima dei 62 anni di età il pensionamento anticipato subiranno una penalizzazione sulle anzianità retributive maturate fino al 2011. Il taglio è pari al 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 60 anni di età e dell’1% per ogni anno prima dei 62. Pertanto un lavoratore che andasse in pensione anticipata a 59 anni subirebbe un taglio del 4% sulle anzianità retributive maturate entro il 2011.

Al momento tale penalità non viene applicata alle pensioni aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015 e, limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.

Nessuna penalizzazione è invece prevista per i lavoratori che percepiranno la pensione interamente con il metodo contributivo.

La pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è il trattamento pensionistico erogato al raggiungimento di determinate età anagrafiche.

Dal 2016, il requisito per accedere alla pensione di vecchiaia per gli uomini (dipendenti e autonomi) è fissato a 66 anni e 7 mesi (più 4 mesi rispetto ai 66 anni e 3 mesi in vigore fino al 2015).

Per le donne dipendenti del settore privato, l’età di uscita per vecchiaia è passata dai 63 anni e 9 mesi del 2015 a 65 anni e 7 mesi (innalzamento di 4 mesi a seguito dell’aumento dell’aspettativa di vita). Le lavoratrici autonome, invece, potranno richiedere l’assegno di vecchiaia dopo aver compiuto 66 anni e 1 mese.

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